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Francesco Faravelli e Paolo Guadalupi, fondatori di FG Interior Design – brand made in Italy, giovane, specializzato nella progettazione d’interni e realizzazione di complementi d’arredo – hanno scelto il cuore della vecchia Masnago per aprire il primo concept store di interior design varesino.

Nello show room di via Amendola 5 si respira una piacevole sensazione d’armonia di stili tra arredamenti, oggetti di design, profumi per l’ambiente, gioielli, borse, ceramiche, sculture e accessori per la casa.

Ceramica, ferro, plexiglass e vetro sono i materiali con cui i due designers realizzano vasi, sculture, quadri e installazioni, ma anche boiserie, illuminazione e tante altre soluzioni per creare atmosfere speciali e uniche.

Aziende leader nel settore dell’arredamento – tra cui B&B Italia, Cassina, Boffi, Molteni- hanno scelto le creazioni di FG Interior Design per i loro cataloghi. Diversi sono gli studi di architettura in Italia e all’estero con cui FG collabora.

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02/12/2009 – Comfort, risparmio energetico, sicurezza. Sono tanti vantaggi pratici offerti dalla domotica, ai quali oggi si aggiungono nuove applicazioni, che lasciano immaginare per il futuro un ruolo sempre più importante dei sistemi di gestione nelle nostre case.
Alcune di queste idee innovative, insieme ad applicazioni più collaudate si possono vedere nel nuovissimo showroom della Duemmegi, azienda italiana che produce sistemi di home & building automation.

Entrando nell’elegante loft allestito dalla Duemmegi in via Longhena a Milano, si possono vedere e sperimentare tutte le possibilità offerte dai sistemi domotici nei diversi ambienti della casa. Il divertimento multimediale della zona living, la diffusione sonora, il controllo luci e tapparelle nella camera da letto. In generale, si può dire che nella casa domotica le tradizionali funzioni dei diversi ambienti tendono a dilatarsi. Per esempio, si può vivere il bagno come un vero e proprio centro benessere e relax, grazie a un uso nuovo di luci, cromoterapia, audio e video.

La vera sorpresa arriva però in cucina, o meglio nello studio arredato, che, a comando, si trasforma in una cucina completa. In pratica è stato realizzato un vero e proprio arredamento domotico, che consente di far letteralmente scomparire gli elettrodomestici quando non servono. In ambienti urbani in cui lo spazio è prezioso, e costoso, questa soluzione è sicuramente interessante, con in più una “chicca” tecnologica. A livello del tavolo è stato inserito un grande touch screen con tutte le funzioni del Pc. Il che significa che in cucina si possono controllare le mail, andarsi a cercare una ricetta su internet o magari farsi una chiaccherata con Skype.

Ma lusso oggi significa anche disporre di strumenti che semplificano, anche nei più semplici gesti quotidiani, la gestione di abitazione sempre più complesse dal punto di vista impiantistico, basti pensare ai sistemi di sicurezza o al controllo a distanza degli impianti. Gli impianti domotici di ultima generazione consentono una notevole semplificazione del cablaggio, sono facilmente espandibili e modificabili e, soprattutto, sono dotati di interfaccia sempre più intuitiva e facile da usare: la semplice possibilità di spegnere tutte le luci con un solo comando, o abbassare contemporaneamente tutte le tapparelle, uscendo di casa, è certamente un contributo non da poco al risparmio e alla sicurezza.

E qui entra in gioco l’altro fattore che rende la domotica sempre più interessante, anche per abitazioni non dotate di sistemi complessi. Il contributo che può dare la domotica al risparmio energetico è infatti uno degli elementi che sempre più spesso permette di associare la casa domotica al nuovo concetto di abitazione eco-sostenibile.

Un impianto domotico può assolvere a due funzioni fondamentali: il monitoraggio costante di impianti, anche complessi, per garantirne il funzionamento ottimale e la gestione integrata di questi impianti per evitare sprechi, per esempio nell’uso di riscaldamento e condizionamento e delle luci.
Inoltre, la domotica è un elemento fondamentale anche per l’utilizzo di fonti energetiche alternative, come i panelli solari, la cui diffusione nei prossimi anni è destinata a crescere.
Nello show room intelligente design e tecnologia si incontrano per offrire un ambiente unico fonte d’ispirazione per un nuovo modo di abitare.

La domotica made in Italy
Duemmegi, azienda italiana che produce sistemi di domotica e building automation, propone per la casa il sistema Domino, che trasforma ogni interruttore in un punto di comando intelligente per il controllo, anche in contemporanea, di tutti gli impianti, dalla climatizzazione alle luci, dalla sicurezza a video e musica. Il tutto gestibile anche a distanza e con un monitoraggio costante dei carichi elettrici.

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Per l’ottava edizione di Art Basel, che si terrà dal 2 al 4 dicembre, Fendi Casa celebra i suoi 20 anni di lavoro nel settore del l’arredamento di Lusso con la presentazione di “FENDI OUTDOOR” la prima collezione di arredamento da esterno da par te di un marchio di lusso. “FENDI OUTDOOR” verrà presentata la sera del 3 Dicembre durante un cocktail privato che si terrà presso il giardino dello showroom Fendi Casa Miami.
L’intimità delle ambientazioni outdoor sarà un invi to per gl i ospi t i ad immaginare la collezione in luoghi suggestivi come il ponte di uno yacht, una terrazza o una veranda in riva al lago – tutto nel cuore del Design District di Miami.

Inoltre, “FENDI OUTDOOR” sarà protagonista all’evento Vernissage Art Basel all’interno dei giardini del prestigioso W Hotel Miami Beach, e ad una cena privata organizzata dal la rivista Art Nexus sulla terrazza del lussuoso Marquis Building a Downtown Miami.

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nov-21-2009

Arredare: Sia Guest Rimini 2009

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Dal 21 al 24 novembre Rimini Fiera organizza la 59a edizione di Sia Guest, il Salone Internazionale dell’Accoglienza. Elevatissimo il profilo internazionale, con oltre 100 buyers provenienti da tutto il mondo. In dieci padiglioni (60mila mq) del quartiere fieristico ci saranno 600 aziende che hanno scelto Rimini come significativa vetrina internazionale. Si tratta di marchi storici e di numerose nuove adesioni di un Made in Italy che significa qualità e creatività uniche.

La manifestazione è organizzata con il patrocinio di Federalberghi, AIPI (Associazione Italiana Progettisti d’Interni) e ADI (Associazione Italiana per il Design Industriale).

L’esposizione presenta prodotti di aziende leader nei settori dell’Arredamento, Contract, Forniture, Inter Decò, Attrezzature e impianti per la ristorazione ed il bar, Tecnologie, Sicurezza, Servizi, Impiantistica, Benessere e Arredo bagno. Si prospetta come una novità molto interessante anche l’Area Confindustria Ceramica (pad. C5), frutto di una comunione d’intenti tra il Salone e gli esponenti di un comparto produttivo che invia importanti segnali di sviluppo. L’associazione di categoria condurrà i produttori di primo livello del mercato italiano i cui marchi campeggeranno sugli articoli e gli oggetti in esposizione, che così animeranno un’altra delle eccellenze 2009 di SIA Guest.

Nell’area espositiva risaltano le mostre firmate dai più prestigiosi studi di architettura e design.  Ecco allora la nona edizione di NonSoloAlbergo in collaborazione con la rivista Suite di BE-MA editrice; Good Design Hotel, l’allestimento di un vero e proprio hotel ecosostenibile e ‘multistelle’ esteso su 1500 metri quadri; ‘HotelXchildren’: una mostra che proporrà una parte di hotel cinque stelle in scala reale sul tema dei più piccoli, firmato in tutte le sue parti dall’architetto Simone Micheli e realizzato quasi completamente con prototipi; Stargate, una proposta concreta di progettazione e realizzazione alberghi basata su una rilettura moderna della mitologia greca; I Love My Wellness, mostre e iniziative promosse e coordinate dalla rivista Wellness Design che racchiude You & Me (l´attrazione degli opposti), il bagno visto da Lei e da Lui, e My Green Design SpaSuite. Benessere ecosostenibile, quattro architetti e quattro progetti legati al mondo del benessere.

Nutrito e qualificato, come sempre, anche il calendario degli incontri, dei seminari e dei corsi di formazione.

“SIA GUEST – spiega Simone Castelli, direttore business unit 2 di Rimini Fiera – risponde pienamente alle attese delle aziende che chiedono un appuntamento con l’innovazione e con la creatività. La nostra fiera propone questo, sia nell’area espositiva sia nelle mostre. SIA GUEST è il palcoscenico ideale per le novità e l’evento inaugurale, con la presentazione del nuovo portale per le prenotazioni alberghiere promosso da Federalberghi, ne è la conferma”.

La cerimonia inaugurale di SIA GUEST 2009 si aprirà alle 10.30 nella hall centrale con il taglio del nastro alla presenza del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.

Il programma prevede poi alle 11.00, in Sala Neri 1, un grande evento: il convegno Internet e Turismo. Più valore per il cliente. Più efficienza per l’impresa nel corso del quale sarà presentato il portale di prenotazioni alberghiere ItalyHOTELS che la Federalberghi ha realizzato in collaborazione con Amadeus: ItalyHOTELS sarà uno strumento attraverso il quale tutti gli alberghi italiani potranno pubblicizzarsi online e vendere stanze e soggiorni alla clientela mondiale. Un progetto, molto ambizioso, che negli ultimi mesi ha visto al lavoro molteplici albergatori di tutta Italia. Al convegno di Federalberghi, organizzato in collaborazione con Rimini Fiera, prenderanno parte, tra gli altri – dopo il saluto di Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera – Attilio Celant, Preside della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma e Fabio Lazzerini, Amministratore Delegato di Amadeus Italia. Interverrà anche il Presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca. A suggellare l’importanza del momento sarà il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, invitata a chiudere i lavori.

Il programma della giornata inaugurale prosegue (ore 15 – Sala Ravezzi 2) con l’assemblea annuale del Comitato Nazionale Giovani Albergatori e si conclude in serata con un galà ad invito, in coincidenza con l’inaugurazione del i-SUITE hotel, la nuova struttura alberghiera a cinque stelle di Rimini appena realizzata.

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nov-21-2009

Arredare: A Parigi il meglio del design

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Appuntamento internazionale imperdibile, il salone parigino Maison&Objet, dedicato all’arredamento, alla casa, al design, invita da venerdì 22 a martedì 26 gennaio 2010 a Paris Nord Villepinte, i professionisti internazionali a scoprire in uno spazio espositivo si oltre 130mila metri quadrati, l’espressione più completa e qualitativa dell’offerta mondiale proposta da oltre 3 000 espositori di cui il 40% esteri.
Maison&Objet è ormai da molti anni un punto di riferimento per i professionisti del mondo intero e per l’insieme dei mercati legati all’Art de Vivre. In un momento in cui gli operatori economici scendono a compromessi e si concentrano sull’essenziale, la piazza di Parigi ha tutte le carte in regola per sedurre, attirare e farsi portatrice di valori essenziali per proiettarsi verso il futuro: creazione, innovazione, talento.
In periodi di incertezza economica, l’innovazione e la creazione costituiscono il miglior sostegno al mercato della decorazione. Da sempre il salone parigino, che nel 2010 compie dieci anni, fa di queste qualità il cardine della sua strategia, mettendo a disposizione dei professionisti del settore uno strumento di rappresentanza unico, apprezzato da tutti i compratori e i principali prescrittori internazionali, nonché dai media presenti in forze.
Il grande appuntamento del design per la casa, celebra nel mese di gennaio 2010 la forza dell’innovazione, la capacità di cogliere l’istante per creare il futuro. Mediatore impegnato del design da vivere, il salone fa incontrare gli industriali e i creatori, il design e tutti gli universi della casa.
Nel «compleanno» dell’edizione 2010, l’anniversario sarà celebrato con numerose iniziative e novità. Tra gli espositori, un ampio gruppo di imprese in rappresentanza del «made in Italy», che in questi settori – arredamento, mobile e suoi complementi, design, cucine, ecc. – vanta una reputazione eccellente nel mondo.

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nov-13-2009

Arredare: Chic come a casa

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Il primo hotel realizzato da Sixx Design, nuove star dell’arredamento.

Mescolare è un po’ come saper stare in equilibrio. Un’arte, un’alchimia che conoscono bene i Sixx Design, al secolo Robert e Cortney Novogratz, coppia di interior designer che dopo tante case, un libro, uno show televisivo e (last but not least) 7 figli, si è misurata, per la prima volta, con gli interni di un albergo.

Si tratta del Bungalow, un surf hotel sulla costa atlantica, 90 chilometri a sud di New York: 24 stanze a Long Branch, una piccola località nota per essere stata, nella seconda metà dell’Ottocento, la meta di villeggiatura di 7 presidenti degli Stati Uniti.

Lo stile scelto porta il tratto inconfondibile del duo newyorkese: un mish mash di suggestioni, epoche e decori soltanto apparentemente inconciliabili. Un incontro travintage e moderno, continui accostamenti tra registro alto e basso e una minuziosa attenzione per i dettagli. Il risultato un’allure di lusso dal sapore accessibile.

Gli spazi comuni della hall e del bar sono realizzati da John Housamand, noto artigiano del legno: la sensazione è quasi rustica, figlia dell’america atlantica più tradizionale e autentica. Ma nel gioco degli equilibri un ruolo importante tocca alla collezione d’arte di 50 pezzi con cui sono state arredate anche le camere: ovunque si trovano fotografie dedicate al mondo del surf firmate da artisti del calibro di Patrick Cariou, Jeff Devine e Tony Carminico. Scavalcando l’oceano, un tocco british lo porta Ann Carrington, con il francobollo extralarge che ritrae la Regina Elisabetta, composto da migliaia di perle. L’artista inglese ha firmato anche le 24 reinterpretazioni dibandiere nazionali realizzate in denim, ossa, pelliccia e altri materiali inusuali, che decorano ogni stanza dell’albergo.

Tutte le luci usate nell’albergo arrivano da Mossil negozio-galleria di New York, vero punto di riferimento del design internazionale. Ma, all’ampia scelta di arredi di design, fa da contrappunto la sofisticata ricerca vintage. Nella sala principale il tavolo da biliardo blu di Brunswick degli anni ‘40 si mescola con gli arredi fiirmati Kartell e gli alberi di betulla. E ancora un calcio balilla di Brizzoni del 1960 accostato ai tappeti disegnati dagli stessi Sixx design in collaborazione conThe Rug Company.

Nulla è lasciato al caso: anche i sottobicchieri del bar e il segnale “Non disturbare” sono stati pensati e disegnati su misura da grafici chiamati appositamente per interpretare l’estetica del duo newyorkese. Un’estetica che ancora una volta riesce ad essere chic e pop.

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MODENA – Prende il via oggi e prosegue fino a domenica 15 novembre a ModenaFiere 7.8.Novecento, il Gran Mercato dell’Antico, che quest’anno si arricchisce di due nuove aree: Temporary Stock Design, interamente dedicata agli arredi di design e Vintage Circus, che propone accessori ed abiti dagli anni ‘50 ai primi anni ‘80. Un salto nel passato garantito per i visitatori, che possono scegliere tra le proposte dei 450 espositori presenti.

Temporary Stock Design: modernariato a prezzi di stock
Modernariato, arredi ispirati all’estetica d’avanguardia del Novecento e oggetti di design a prezzi di stock: è questa la filosofia di“Temporary Stock Design”, una novità assoluta della diciannovesima edizione del “Gran Mercato dell’Antico”. È presente una selezione di mobili e oggetti cult del design post-moderno, come la poltrona “Proust” di Cappellini: nel 1987 Alessandro Mendini con Studio Alchymia crea questa poltrona, in stoffa e dalla forma barocca con una decorazione a macchie di colore.

La riedizione prodotta da Cappellini è realizzata con struttura in legno scolpito decorato a mano e rivestito in tessuto multicolor che riprende i decori della struttura. Le macchie del motivo pointillista erano una metafora per lo scrittore Proust, da cui il nome della sedia.

In mostra anche l’archetipo della poltrona moderna, icona di Poltrona Frau, la “Vanity Fair”, con la sua tipica forma bombata e la sua soffice seduta in piume. Questa poltrona è sinonimo di raffinatezza ed eleganza fin dagli anni ‘30, quando averne una era diventato uno status symbol e a possederla erano intellettuali, imprenditori e personaggi della nascente “middle class” della finanza. Ci sono anche mobili e oggetti della collezione Memphis, storico gruppo di designer guidati da Ettore Sottsass che, con le loro forme, i colori e i decori hanno cambiato la faccia del mobile contemporaneo. Il principio alla base di questi mobili assurdi e monumentali è “l’emozione prima della funzione”, che li ha resi vere e proprie icone degli anni ‘80. E poi gli inconfondibiliORG, che l’architetto Fabio Novembre ha disegnato per Cappellini: una serie di tavoli, consolle e tavolini con piano trasparente e struttura costituita da gambe movibili in corda polipropilenica colorata. Fabio Novembre raggiunge la notorietà con una serie di progetti per ristoranti, discoteche e negozi, sia in Italia che all’Estero, e con i mobili dal design creativo. Sempre di Cappellini c’è lacassettiera ondulata Side One di Shiro Kuramata, probabilmente il più raffinato e influente designer del Giappone moderno. Le sue opere sono il frutto di un bilanciato equilibrio, una sintesi perfetta tra la delicata finezza delle arti decorative giapponesi e l’esigenza di semplicità e purezza strutturale propria della modernità. Ha saputo creare oggetti e mobili di grande leggerezza, che sembrano fluttuare nell’aria e giocare con la luce.

Nel 1987 l’azienda italiana Cappellini ne fa il progettista di punta per l’approdo sulla scena internazionale. I suoi arredi, ancora estremamente attuali, sono presenti nelle collezioni permanenti del Museo di Arti Decorative di Parigi, del Moma di New York, del Metropolitan Museum. Dalle auto sportive alle sedie di tendenza: in mostra ci sono persino le Bugatti Chairs con cui il brand Bugatti propone una serie di soluzioni firmate da Cappellini. La serie è limitata a 99 pezzi, e si compone di sedie, sgabelli e poltroncine, tutte rigorosamente in lamiera e insufflate con poliuretano espanso. Nè l’approccio, nè l’aspetto, fa minimamente pensare a una soluzione di particolare comfort, ma è noto che le corse non hanno mai seguito la comodità come aspetto prioritario. E poi la Coupè GT di Piero Lissoni, progettista tra i più famosi a livello internazionale: si tratta di un sistema di sedute, presentato al Salone del Mobile nel 2007, con struttura in acciaio cromato, seduta in metallo e poliuretano schiumato, rivestimento in tessuti e pelli di collezione. Dal 1984 il suo grande studio di Milano progetta per il mondo intero nel campo del design industriale, dell’architettura di interni e della grafica. Non mancano gli avvolgenti mobili da esterno Dedon, realizzati con una speciale fibra sintetica simile a materiali naturali come il rattan, ma che risulta molto più resistente al tempo e alle intemperie.

Vintage Circus: lo stile fatto di storia e emozioni

L’abbigliamento vintage – abiti usati o nuovi purché appartenenti al passato – è sempre più di moda: a questo mondo retrò ma sempre attuale è dedicata la nuova area “Vintage Circus” dove dodici espositori provenienti da tutta Italia propongono il meglio delle loro ricerche: vestiti e accessori dagli anni ‘50 ai primi anni ‘80. Tutto il settore è in forte espansione: lanciato dagli stilisti sulle passerelle, amato dai divi del cinema, lo stile vintage appassiona tantissimi amanti della moda che, passeggiando fra gli stand di “Vintage Circus”, possono scoprire autentiche chicche del passato da mischiare con abiti e accessori all’ultima moda. Perché è proprio questa la filosofia del vintage, dove antico e moderno si fondono dando vita a uno stile assolutamente originale. “I capi vintage sono affascinantiperché spesso hanno una storia gloriosa – spiega Gianni Venturi di No Logo, coordinatore di Vintage Circus – e, dopo essere stati messi da parte, vengono riscoperti e selezionati per poter essere nuovamente indossati o semplicemente collezionati. Lo stile vintage è molto divertente perché permette di abbinare oggetti vecchi con le ultime novità in fatto di moda. Perché un abito sia definito vintage, però, non è necessario che sia di seconda mano, né che sia firmato, è sufficiente che appartenga al passato e rappresenti un momento storico ben definito, compreso tra gli anni ‘50 e i primi anni ‘80 del ‘900. Il vintage in fondo – conclude Venturi – è molto più uno stile che una moda, perché è fatto anche di emozioni, ricordi, cultura e storia”. Proprio No Logo, nel suo atelier di Parma, ha raccolto ben 700 paia di scarpe, punto di riferimento e di consultazione per gli stilisti: dagli inizi del Ventesimo secolo ai nostri giorni in un interessante excursus tra i capolavori di stile ed eleganza creati da grandi maestri del passato e non solo.

Si parte dai modelli degli anni ‘40 a quelli dall’inconfondibile suola rossa di Christian Louboutin, fino alle creazioni divenute cult dell’attualità come quelle di Salvatore Ferragamo, Roger Vivier, Manolo Blahnik, Charles Jourdan, Vivienne Westwood e molti altri: il risultato è un’enciclopedia della società femminile raccontata attraverso l’evoluzione delle scarpe. Ma nello stand di No Logo c’è posto anche per bellissime borse: come quella in pelle di iguana anni ‘50 o in pelle multicolor di “Coquette” anni ‘70. Vintage Art di Bologna propone persino un’ampia collezione storica di jeans: si tratta di un vero e proprio “archivio”, visitato da stilisti italiani e stranieri, ma è anche un importante tassello nella storia del costume. Questi semplici pantaloni sono forse l’unico indumento portato da tutti, quasi un simbolo di uguaglianza di sesso, di razza, di religione e di stato sociale. “Blue de Gènes” o blu di Genova era il nome originale della tela, salpava dal capoluogo ligure per vari porti d’Europa, veniva usata per la sua forte resistenza per proteggere le merci dalla salsedine durante la navigazione o per costruire i sacchi per le vele delle navi. Gli inglesi storpiarono il nome da “Blue de Gènes” a blu jeans.

La tela color indaco, forte e poco costosa, era indossata dai marinai genovesi o dai camalli, gli scaricatori di porto, sin da epoca medioevale e ben presto si diffuse divenendo l’ordito ideale per confezionare indumenti da lavoro. Intramontabili, i blu jeans non hanno conosciuto crisi, sono usciti indenni dal passaggio delle generazioni e dai capricci della moda. E’ ricco e curioso lo stand di Dulcekappa da Torino, con antichi smalti, avori cinesi e alta bigiotteria scandinava, dove spiccano i nomi di Trifari, Coro e Carnegie. Le epoche vanno dall’inizio del Novecento agli anni ‘70 e i pezzi forti sono il set cinese di inizio secolo composto da orecchini, anello, spilla, bracciale in filigrana d’argento e avorio, l’anello “Ikaros” di Bjorn Weckstrom e un pendente con cornice in oro e micromosaico all’interno risalente al 1860. Tutta dedicata agli occhiali da sole d’annata, invece, la proposta di Lamù Vintage di Bologna: centinaia di occhiali dagli anni Sessanta fino ai Novanta, alcuni firmati, altri introvabili, con lenti grandi, grandissime. Tonde o squadrate. Scenografici alla Elton John oppure tondi e rosa alla John Lennon. Sono addirittura in vendita degli esemplari di Silohuette Futura: in quattro colori e altrettanti modelli, rigorosamente originali e mai indossati. Il mondo della moda internazionale è stravolto quando, nel 1974, Silhouette presenta la collezione di occhiali da sole Futura. Questo modello diventa uno dei primi ambasciatori del marchio e un’icona degli anni Settanta, e ancora oggi – dopo innumerevoli “apparizioni” sul grande schermo – è un ricercatissimo oggetto da collezione.

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La parola antiquariato evoca immmagini di mobili in stile, antiche cassettiere impreziosite da legni invecchiati rosicchiati da tarli, mobili con un lungo trascorso dimenticati in cantina o ricevuti in eredità da vecchie zie e nonne. Eppure, l’antiquariato è anche altro. Modernariato, per esempio, come quello in mostra/vendita a 7.8.Novecento, Gran Mercato dell’Antico in programma dal 12 al 15 novembre a Modena.

Qui, accanto a oggetti vecchi di due secoli c’è un’area interamente dedicata al “design vintage”, ovvero arredi e complementi d’arredo delle avanguardie del Novecento, pezzi icona a prezzi di stock. Nella Temporary Stock Design ci sono tanti oggetti che hanno fatto la storia del design, dai mobili della collezione Memphis (singolari e quasi fumettistici, progettati dallo storico collettivo fondato da Ettore Sottsass sulla base del principio “l’emozione prima della funzione”), a classici come Le Bambole, poltrone disegnate da Mario Bellini per B&B Italia negli anni ’70, premio “Compasso d’oro” 1979. E ancora, i cultori del “classico di design” potranno trovare un Chester Poltrona Frau disegnato da Renzo Frau nel 1912 ispirandosi ai divani e alle poltrone che popolavano i club e le country house inglesi dell’Inghilterra edoardiana. O l’indimenticabile poltrona Proust disegnata nel 1987 da Alessandro Mendini con lo Studio Alchymia, citazione delle forme barocche con decorazione a macchie di colore. Infine pezzi di Martinelli Luce, Dedon, Bugatti, solo per rimandare al modernariato.

Tutti i pezzi saranno venduti scontati dal 30 al 50 per cento del prezzo originale. Qualche esempio? Troveremo sedie Kartell a partire da 100 euro, divani B&B Italia e Giorgetti da 500 euro, la libreria Cloud di Cappellini a soli 350 euro e tanti altri complementi (quadri, tappeti, oggettistica) da 50 euro in sù.

Al Gran Mercato dell’Antico di 7.8. Novecento arrivano ogni anno curiosi e collezionisti a caccia di arredi, suppellettili, dipinti, tessuti, pezzi d’arte extraeuropea e antichità per esterni per perdersi nei 20mila metri quadri di esposizione che ospitano 450 antiquari italiani e stranieri.

Tra le iniziative più interessanti, quest’anno, c’è un servizio di consulenza gratuitaofferto ai visitatori della fiera: sottoponendo una foto del mobile della nonna agli esperti di antichità si può avere una valutazione immediata del suo valore. Visto mai, come già successo nelle passate edizioni, non si scopra di avere in casa un pezzo da museo o da collezione.

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nov-9-2009

Regali di Natale proposti Fendi Casa

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Si sta avvicinando il Natale e molti di noi stanno pensando al regalo da fare alle persone care o agli amici, amanti del design e delle cose belle. La scelta ogni anno è sempre più difficile, ma quest’anno se avete qualche disponibilità economica Fendi Casa vi mette a disposizione alcuni eleganti accessori da arredamento dal gusto raffinato ed elegante.
Fendi casa propone Corona, tappeto in lana neozelandese che possiamo scegliere nella versione tonda o ovale con prezzi a partire da 2.950 euro, Sophie, una lampada da tavolo dal bulbo in vetro con paralume in organza coordinata disponibile nei colori ambra, teak o azzurro, è realizzabile anche con paralume in pelle effetto crocodile. A partire da 780 euro.
C’è poi un innovativo specchio nero riflettente Mirandus predisposto per LCD dalla cornice rivestita con Erable dai colori miele o ghiaccio prezzo 6.600 euro.
Per gli amanti dei giochi di carte Fendi propone Vegas, un tavolo da gioco dalla forma quadrata con un rivestimento in pelle dall’effetto coccodrillo nero o madreperla, il top è estraibile e reversibile, ha un lato rivestito in pelle mentresull’altro l’altro lato ha il  in panno verde per giocare a carte come al casinò, all’interno c’è la base per il backgammon optional con rivestimento in panno di cachemire arancione, avorio o nero. Certo giocare su questo tavolo non sarà economico il prezzo infatti è di di 9.900 euro.

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nov-9-2009

Creativi italiani? Da brevetto !

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La matita rossa e blu, la classica minestrina per bambini, con tanto di pastina incollata sul brevetto, la forma a conchiglia della pasta e quella della sua scatola in cartone, gli stampi per la colomba e le bustine per i lecca-lecca, la moka: senza dimenticare le grandi star del settore, è sul cosiddetto design anonimo, con i suoi elementi divenuti ormai tanto comuni da sembrare «naturali» e non frutto d’invenzione, che punta l’attenzione la mostra «Disegno e Design. Brevetti e creatività italiana», ospitata al museo dell’Ara Pacis fino al 31 gennaio.
D’altronde, non c’è consacrazione migliore per un designer che riuscire a popolare l’immaginario collettivo con le proprie creazioni. Nata con l’obiettivo di valorizzare i passaggi che portano dall’idea alla sua realizzazione – in attesa dell’apertura del museo del design, che tra circa due anni sarà inaugurato negli spazi del Palazzo della Civiltà all’Eur – l’esposizione è concepita come un viaggio tra complementi d’arredo, moda, cucina e trasporti, lungo oltre un secolo di creatività rigorosamente made in Italy, che dal 1901 arriva a oggi, in un susseguirsi di progetti, brevetti e oggetti che hanno raccontato, e in alcuni casi contribuito a determinare, la storia del costume del nostro Paese. Dai pezzi più datati, come il brevetto del 31 maggio 1901 per la bottiglia dell’acqua Educata, si arriva a creazioni di quest’anno, come il motoscooter Hybrid della Piaggio, in un percorso arricchito da file multimediali e manifesti pubblicitari. Tra gli estremi di passato e contemporaneità, una panoramica di forme «quotidiane», dal bacio Perugina al Pavesino, dal cappello Borsalino agli occhiali pieghevoli Safilo, dalla borsa calda Pirelli alle macchine da scrivere Olivetti, dalle pentole a pressione Lagostina alla Superga tricolore. Non mancano pezzi «da museo», come i giocattoli firmati Bruno Munari, la caffettiera La Conica di Aldo Rossi per Alessi, la lampada Arco di Achille e Piergiacomo Castiglioni per Flos che, imitatissima, è in mostra senza brevetto ma con diritto d’autore, la sedia Silver di Vico Magistretti per De Padova, la radio di Richard Sapper e Marco Zanuso per Brionvega, fino alla lampada PizzaKobra di Ron Arad per iGuzzini che, del 2007, è già esposta al Moma di New York.
In mostra pure le piccole quattroruote Isetta e Fiat 600. Una sezione è dedicata a Giulio Natta, «papà» della plastica. Il percorso si chiude con l’isola monolitica «Not for food» di Enzo Eusebi per Berloni che unisce cucina, relax ed area ufficio in un’unica postazione ipertecnologica.

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nov-9-2009

Made in Italy: Elogio all’ingegno

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ROMA - Elogio dell’ingegno. E dei prodotti made in Italy. Al museo dell’Ara Pacis, fino al 31 gennaio, sono in mostra cento anni di «Disegno e Design. Brevetti e Creatività Italiani», un’esposizione organizzata dalla Fondazione Valore Italia in collaborazione con i mi nisteri dello Sviluppo economico e dei Beni cultura li. Quattro i settori rappresentati: arredamento, mo da, agroalimentare e trasporti. Ecco allora spuntare una lambretta del 1956, una Isetta del ‘54 e una lucci cante Seicento (anno 1963). Poi le produzioni più in novative, e talvolta singolari, dell’ultimo decennio: dallo scooter ibrido al sistema di «bike-sharing pub blicicletta ». «L’attenzione è focalizzata sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un og getto » spiega la curatrice Alessandra Maria Sette.

Brevetti originali, manifesti e video pubblicitari scan discono l’allestimento. E se la macchina per il caffè espresso o la pentola a pressione raccontano la quo tidianità, osservando la Vespa e la macchina da scri vere Valentine (di Ettore Sottsass), si passa in rasse gna anche la storia del costume italiano. Sorpren dente, ma per pochi eletti, la cucina supertecnologi ca da 300 mila euro. «Il nostro è un contributo alla lotta contro la contraffazione» sottolinea Massimo Arlechino, presidente della Fondazione Valore Italia. Studenti e appassionati potranno inoltre incontrare i designer: primo appuntamento con Ron Arad e Adolfo Guzzini (1 dicembre). Ad inaugurare l’esposi­zione, ieri, il ministro Claudio Scajola, il sovrinten dente ai Beni culturali del Comune, Umberto Brocco li e l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Crop pi. «In due anni – annuncia Croppi – saranno com pletati i lavori del percorso permanente sulla creati vità italiana nel Palazzo della Civiltà».

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La riflessione sulla qualità del paesaggio urbano passa infatti attraverso la riqualificazione degli spazi d’uso pubblico, ed è uno dei temi principali su cui sta lavorando l’Agenzia per la Qualità Urbana e Architettonica. Per ripensare e riqualificare la Parma che verrà.

Gli oggetti di arredo urbano che Iaad proporrà per Parma si collocano a metà tra arte e design, oggetti attrattivi e funzionali che considerano lo spazio pubblico come ambiente e dove il concetto stesso di “arredo” diventa “arredamento”. In altre città, a titolo d’esempio, Iaad ha realizzato “candele” stilizzate in macro dimensioni (h. 180 cm circa) verniciate con pigmenti fosforescenti posizionate di fianco alle panchine, sulla cui base è possibile appoggiare un libro o una bottiglietta; panchine che si accendono con pigmenti fosforescenti che illuminano il sedersi riproponendo di notte la luce solare; “copertine libro” con led centrale fissate sui muri che, di notte e di giorno, si aprono esponendo il calendario degli eventi cittadini della settimana; “cubo – sedute” con l’accesso per l’Ipod che al suo inserimento si illuminano e riproducono i brani musicali selezionati con un volume massimo predefinito.

“Lo Iaad è uno degli Istituti di ricerca più prestigiosi in Europa – sottolinea l’architetto Paolo Conforti, delegato per la Qualità urbana e architettonica – annovera partner e clienti di assoluto rilievo in Italia e all’estero. Grazie alla Convenzione firmata con Iaad Parma avrà a disposizione più idee e “oggetti” nuovi di arredo urbano. Negli ultimi anni è aumentato l’interesse nei riguardi del contesto urbano inteso come fruizione degli spazi esterni. Spazi pubblici non più spazi di connessione e passaggio tra luoghi privati ma luoghi vissuti, di giorno come di notte. Lo sforzo è coniugare i temi dell’innovazione nel design con l’attenzione nei confronti sia della compatibilità con gli spazi aperti urbani di interesse artistico o storico sia delle esigenze funzionali, ambientali ed estetiche dei cittadini”.

Le piazze interessate dalle proposte Iaad saranno: piazzale Pablo, piazzale Lubiana, piazzale Salvo D’Acquisto, Piazzale Chaplin, via Newton e via Parigi.

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nov-9-2009

Arredamento: Story Hotel a Stoccolma

Posted by admin under Senza categoria
Un nuovo indirizzo utile per chi ha in programma un weekend a Stoccolma. Lo Story Hotel, inaugurato a marzo nel quartiere centrale di Östermalm, è stato progettato dallo studio Koncept Stockholm, diretto dall’architetto Daniel Wengelin, che per la città svedese ha già firmato i progetti per l’Hotel Anglais e per alcune boutique di marchi di sportswear come Acne, Boomerang e Tiger.
L’approccio giovane e disinvolto che ha caratterizzato i precedenti lavori si ritrova anche nel progetto di questo hotel dagli interni estremamente curati dove arredi su misura sono accostati a pezzi vintage. Ispirandosi a quell’atmosfera tipica di certi bar di New York e allo spirito bohémien di alcuni hotel parigini, l’albergo si propone come un nuovo punto d’incontro per la città in cui si trova, rivolgendosi ai viaggiatori ma anche agli abitanti del posto.
Oltre alle 82 camere, con metrature che variano dai 12 ai 53 mq, l’hotel dispone infatti di un’ampia sala ristorante, in cui il velluto delle sedute fa da sfondo a una ricca selezione di vasi fioriti, e di un bar aperto anche a pranzo per pasti veloci e salutari. A completare l’offerta, anche un interessante negozio di abbigliamento con marchi provenienti da Milano e New York, introvabili nel resto del paese.
Tra i punti di forza dell’albergo, anche l’uso innovativo della tecnologia: dalle prenotazioni on-line all’automazione delle operazioni di check-in e check-out, senza dimenticare l’immancabile connessione internet wireless e gratuita.
Un ambiente informale ma ricercato, quindi. In cui il design si abbina a prezzi contenuti (una camere doppia parte da circa 100 euro a notte).
Nell’atmosfera riecheggia il ricordo degli artisti e musicisti che abitavano il palazzo, grazie ad alcuni accorgimenti che danno sapore agli ambienti, lasciando immaginare storie passate. Le vecchie porte dell’edificio ad esempio sono utilizzate come testate dei letti, la carta da parati originale è stata riportata a vista in ogni stanza e il parquet è stato restaurato e preservato. Nei corridoio è lo stile industriale che ha la meglio con le tubature che corrono libere sui soffitti, dipinti di grigio e l’illuminazione che esalta il contrasto tra l’anima grezza e quella chic.

Un nuovo indirizzo utile per chi ha in programma un weekend a Stoccolma. Lo Story Hotel, inaugurato a marzo nel quartiere centrale di Östermalm, è stato progettato dallo studio Koncept Stockholm, diretto dall’architetto Daniel Wengelin, che per la città svedese ha già firmato i progetti per l’Hotel Anglais e per alcune boutique di marchi di sportswear come Acne, Boomerang e Tiger.

L’approccio giovane e disinvolto che ha caratterizzato i precedenti lavori si ritrova anche nel progetto di questo hotel dagli interni estremamente curati dove arredi su misura sono accostati a pezzi vintage. Ispirandosi a quell’atmosfera tipica di certi bar di New York e allo spirito bohémien di alcuni hotel parigini, l’albergo si propone come un nuovo punto d’incontro per la città in cui si trova, rivolgendosi ai viaggiatori ma anche agli abitanti del posto.

Oltre alle 82 camere, con metrature che variano dai 12 ai 53 mq, l’hotel dispone infatti di un’ampia sala ristorante, in cui il velluto delle sedute fa da sfondo a una ricca selezione di vasi fioriti, e di un bar aperto anche a pranzo per pasti veloci e salutari. A completare l’offerta, anche un interessante negozio di abbigliamento con marchi provenienti da Milano e New York, introvabili nel resto del paese.

Tra i punti di forza dell’albergo, anche l’uso innovativo della tecnologia: dalle prenotazioni on-line all’automazione delle operazioni di check-in e check-out, senza dimenticare l’immancabile connessione internet wireless e gratuita.

Un ambiente informale ma ricercato, quindi. In cui il design si abbina a prezzi contenuti (una camere doppia parte da circa 100 euro a notte).

Nell’atmosfera riecheggia il ricordo degli artisti e musicisti che abitavano il palazzo, grazie ad alcuni accorgimenti che danno sapore agli ambienti, lasciando immaginare storie passate. Le vecchie porte dell’edificio ad esempio sono utilizzate come testate dei letti, la carta da parati originale è stata riportata a vista in ogni stanza e il parquet è stato restaurato e preservato. Nei corridoio è lo stile industriale che ha la meglio con le tubature che corrono libere sui soffitti, dipinti di grigio e l’illuminazione che esalta il contrasto tra l’anima grezza e quella chic.

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set-18-2009

Il “made in Italy” batte la crisi

Posted by admin under Senza categoria

Con buona pace dei catastrofisti, che dall’inizio della recessione hanno continuato a speculare sulle cifre e dato il Paese ormai al collasso, c’è un’Italia che va e che non è fatta solo di grandi aziende. Dietro i campioni nazionali che si aggiudicano, ormai quasi ogni giorno, commesse miliardarie battendo la competizione di colossi internazionali, c’è un drappello di medie imprese che non è rimasto a guardare e ha conquistato fette importanti di mercato. Solo per dovere di citazione, dunque, il colpo grosso della Finmeccanica che ieri ha portato a casa un contratto da 1,9 miliardi di dollari per forniture all’esercito statunitense.

Una notizia che ben si sposa con l’annuncio dell’Eni che, sempre ieri, con il partner spagnolo Repsol, ha individuato un maxi giacimento di gas in Venezuela. A queste buone notizie si possono aggiungere l’ingresso della Impregilo alla fase finale della gara per l’allargamento del Canale di Panama per un importo di 3,2 miliardi di dollari e la recente conquista di un’opera per la metropolitana polacca da 350 milioni di euro da parte della romana Astaldi. Niente male per un paese in crisi. Ma, come detto, si muovono anche i più piccoli. E per citare le aziende laziali si possono prendere ad esempio la Mbm di Colleferro specializzata in arredi e biliardi che continua a crescere in Russia e in Cina. E ancora la Cosmos attiva nel settore dell’informatica negli Usa e la Argo che vende sistemi di controllo per gli aeroporti.

A non restare al palo la Ceccato di Vicenza che, dopo aver avviato un processo di ristrutturazione e puntato su una nuova tecnologia studiata per garantire maggiore semplicità nel lavaggio, si è aggiudicata una commessa per la fornitura in Libia di 70 impianti. Nell’agroalimentare, poi, brilla il salumificio Franchi di Borgosesia che, con il suo prosciutto di Parma dolce sta trovando un eccezionale mercato di sbocco in Giappone. In pista anche la Riello specializzata in climatizzazione che ha aperto siti produttivi a Toronto, Torun in Polonia e Shangai in Cina.

Prodotti di nicchia come le guarnizioni dei falconi medicinali della Mgm di Varese sono richiesti in quantità industriali in Germania e negli Usa. Mentre la varesina Mpg, che produce imballaggi per alimenti e fattura 14 milioni, continua i suoi propositi di espansione dopo aver acquisito la Jolly plastic di Settala. Sempre a Varese la Lmp specializzata in tubazioni plastiche per impianti chimici ha incrementato il fatturato di oltre il 30% rispetto allo scorso anno grazie alle esportazioni verso Svizzera, Danimarca e Spagna. Modelli di business vincente anche per la Jessa di Pordenone, azienda veneta di arredamento di design specializzata in mobili per gli ambienti delle zone giorno e notte, che sta investendo sullo sviluppo retail d’Oltreoceano con l’apertura di due nuovi showroom a Chicago e Washington. Aprirà, invece, entro il 2009 punti vendita a San Francisco, Los Angeles e San Diego.

Per lei una cliente d’eccezione, Michelle Obama, che ha comprato una serie di divani per la Casa Bianca. Eccellenze da export non solo al Nord. La Todini di Terni si è appena giudicata la commessa per costruire le infrastrutture più importanti in Georgia, a partire dalla capitale Tiblisi. La Crai per la prima volta ha aperto un grande canale di distribuzione in Cina per la vendita diretta dei prodotti del made in Italy e il gruppo Moncada di Agrigento si occuperà dell’energia solare ed eolica per l’intero Mozambico. Solo pochi nomi. Poche storie che danno l’idea però di come il manifatturiero italiano sia ancora vitale. E che la crisi, almeno per alcuni, sia già alle spalle. Lo ha detto anche il viceministro dell’export, Adolfo Urso: «Finalmente sono ritornati positivi i consumi, la produzione industriale, l’export. Luglio può essere considerato il mese della svolta, con il made in Italy che ha riacceso i motori. Il peggio è passato». Lo si dica anche ai catastrofisti.

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E’ iniziata stamattina Abitare il tempo, la manifestazione internazionale dell’arredo, ospitata da oggi al 21 settembre alla Fiera di Verona.

Dal design alla decorazione, passando per l’architettura la fiera offre 10 padiglioni per 100.000 mq di area lorda occupata dei quali 40.000 dedicati a mostre ed eventi, 700 espositori, di cui 100 esteri provenienti da 23 paesi; 15.000 metri quadrati di area esterna dedicata all’arredamento outdoor.


Primo appuntamento dell’evento, l’assegnazione del premio di design “Abitare il Tempo”, a Gillo Dorfles, studioso di estetica, critico e storico che, con i suoi studi, le sue analisi e le sue riflessioni, ha messo a fuoco e accompagnato da vari decenni il percorso nella contemporaneità delle arti, dell’architettura e del design.

Ogni anno il premio intende omaggiare progettisti, studiosi, industriali, giornalisti, scuole, istituzioni, commercianti, italiani e stranieri, che abbiano contribuito, ciascuno con la propria attività e nel proprio campo, allo sviluppo del design come attività eticaed estetica, elaborazione progettuale tesa ad elevare la qualità dell’abitare il nostro tempo.


Il premio è stato finora assegnato a Ettore Sottsass, Maddalena De Padova, Pierluigi Cerri e nel 2005, ventesimo anniversario della manifestazione, a Vico Magistretti e Michele De Lucchi; nel 2006 per la prima volta a un designer non italiano, Ingo Maurer; nel 2007 ad Alessandro Mendini, nel 2008 all’imprenditore Rolf Fehlbaum.

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